Io sono il Conte di Montecristo...
Tra pensieri sul passato e timori per il futuro, perseguo la mia Vendetta contro il Destino che, crudele,continua a negarmi la piena felicità...
Ardalambion - Lingua Elfica e Dintorni
Il BLog del mio amico Nemo
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Società Tolkieniana Italiana
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Desti! Desti, Cavalieri di Théoden!
Lance saranno scosse
Scudi saranno frantumati
Un Giorno di Spade
Un Giorno Rosso, prima che sorga il Sole!
Cavalcate ora! Cavalcate ora!
Cavalcate, per la rovina e per la Fine del Mondo!
Morte! Morte! MORTE!!!
Avanti Eorlingas! MORTE!!!
Théoden Re, Battaglia dei Campi di Pelennor
14-15 Marzo 3019 Terza Era
Agrate Brianza, Venerdì 10 Dicembre 2004 ore 15:00
Conte di Montecristo: 1
Destino: 0
E la partita non è ancora Finita!!!
Ore, giorni, settimane ad aspettare una telefonata che non arriva...
Ad aspettare notizie ignote...
Ad aspettare finalmente la grande occasione...
Ora mi sono stancato di aspettare. Forse che il mio nemico, il Destino, stia aspettando una mossa da me?
Ebbene così sia. Utúlie’n aurë, Auta i lómë!
Notte, mia amata,
Intreccia per me una canzone d’amore
Che curi il mio cuore come un balsamo
Che plachi la mia anima in tumulto.
Una canzone che non cada sulle rovine
Di questo piccolo uomo,
ma sulla dolcezza dei sentimenti,
sulla grandezza del tuo manto nero.
Canta, oh notte, canta per me
Cullami nel tuo abbraccio oscuro.
Scrissi queste parole a PAVIA il 31/05/2001 alle ore 04:05 nella mia stanza
Ecco che cosa facevo durante le numerose notti insonni...
Magari tra qualche anno metterò su questo BLog ciò che sto scrivendo ora....
I TRENI A VAPORE - Fiorella Mannoia
Io la sera mi addormento e qualche volta sogno perchè voglio sognare e nel sogno stringo i pugni tengo fermo il respiro e sto ad ascoltare Qualche volta sono gli alberi d'Africa a chiamare altre notti sono vele piegate a navigare Sono uomini e donne piroscafi e bandiere viaggiatori viaggianti da salvare Delle città importanti mi ricordo Milano livida e sprofondata per sua stessa mano E se l'amore che avevo non sa più il mio nome E se l'amore che avevo non sa più il mio nome Come i treni a vapore come i treni a vapore di stazione in stazione e di porta in porta e di pioggia in pioggia e di dolore in dolore il dolore passerà Come i treni a vapore come i treni a vapore il dolore passerà Io la sera mi addormento e qualche volta sogno perchè so sognare e mi sogno i tamburi della banda che passa o che dovrà passare Mi sogno la pioggia fredda e dritta sulle mani i ragazzi della scuola che partono già domani Mi sogno i sognatori che aspettano la primavera o qualche altra primavera da aspettare ancora fra un bicchiere di neve e un caffè come si deve quest'inverno passerà E se l'amore che avevo non sa più il mio nome E se l'amore che avevo non sa più il mio nome Come i treni a vapore come i treni a vapore di stazione in stazione e di porta in porta e di pioggia in pioggia di dolore in dolore il dolore passerà Che bella questa canzone... Mi piace perchè insegna la speranza, insegna ad andare sempre avanti, Insegna che se anche l'amore che avevo non sa più il mio nome, Non importa, perchè di stazione in stazione E di porta in porta e di pioggia in pioggia E di dolore in dolore, il dolore alla fine passerà... Prima o poi l'inverno passerà... E quindi prima o poi anche il mio dolore passerà... |
Baciami, amore mio, nella sera rossa come le tue labbra Amami, amore mio, nella notte nera che ci avvolge complice Lasciami, amore mio, nella nebbia bianca del mattino Lascia che io parta, non mi trattenere, nel caldo conforto delle morbide coltri e nell’invitante curva del tuo seno. Il Viaggio ancora è lungo, né il primo passo è compiuto, ma credimi, amore mio, lasciarsi è un dolce dolore, perché ci permette di poter riprovare la dolcezza di incontrarci di nuovo. PAVIA 17/11/2000 Ore 11:00 durante una lezione di Fisica Tecnica!!!
Guerrieri, ci chiamano Guerrieri.
Lottiamo per la splendida virtù,
per uno sforzo devoto, per la saggezza sublime.
Per questo ci chiamano Guerrieri.
Aunguttara Nikaya
Ora però un grido silevò, e il vento lo portò dal sud di valle in valle, Elfi e Uomini vociando insieme di meraviglia e gioia. Perchè, inaspettatamente, senza che lo si fosse spronato a farlo, Turgon aveva spalancato le porte di Gondolin ed era giunto con un esercito forte di diecimila guerrieri ricoperti di cotte lucenti, e irto di spade e lance come una foresta. Allora, quando Re Fingon udì da lungi la grande tromba di Turgon suo fratello, l’ombra che lo aveva aduggiato sparì, e il cuore gli si allargò ed egli gridò a gran voce: “Utúlie’n aurë! Aiya Eldalië ar Atanatári, utúlie’n aurë! Il giorno è venuto! Mirate, popolo degli Eldar e Padri di Uomini, il giorno è venuto!”. E tutti coloro che ne udirono la forte voce echeggiare tra i colli, risposero gridando: “Auta i lómë! La notte sta per finire!”
J.R.R. Tolkien, Il Silmarillion, cap. XX "La Quinta Battaglia, Nirnaeth Arnoediad"
I tempi cambiano, e noi con loro... Ho deciso di abbandonare il mio vecchio diario cartaceo per affidare i miei pensieri, riflessioni, speranze e timori a questo diario di plastica e acciaio. Sinceramente sono combattuto. Otterrò la stessa pace e la stessa calma che mi dava lo strusciare della mia stilografica sulla carta ingiallita del mio vecchio confidente silenzioso?
Solo il tempo potrà dirmelo.
Nel frattempo devo perseguire la mia Vendetta contro il Destino che, crudele, continua a negarmi la piena felicità...